Il nome del portale
Cn. Domitius Ulpianus
Il giurista romano da cui il portale prende il nome.
Domizio Ulpiano
Domizio Ulpiano, Domitius Ulpianus, fu uno dei maggiori giuristi dell'età classica romana. Nato a Tiro, in Fenicia, svolse la propria attività tra la fine del II e i primi decenni del III secolo d.C., un periodo nel quale la giurisprudenza romana raggiunse una delle sue espressioni più mature.
Alla riflessione giuridica affiancò importanti responsabilità pubbliche. Fu membro del consiglio imperiale e, sotto Alessandro Severo, giunse alla prefettura del pretorio. La sua vicenda personale si concluse violentemente: fu ucciso dai pretoriani nel corso delle tensioni che segnarono gli anni del suo incarico.
Un'opera giuridica di eccezionale ampiezza
Ulpiano affrontò pressoché ogni settore del diritto conosciuto nel suo tempo. Tra le sue opere maggiori figurano il commentario Ad edictum, articolato in ottantuno libri, e il commentario Ad Sabinum, in cinquantuno libri. Scrisse inoltre opere dedicate alle funzioni dei magistrati, alle impugnazioni, ai fedecommessi, alle regole giuridiche e a numerose leggi speciali.
La sua importanza non dipende soltanto dalla quantità degli scritti. La tradizione giuridica successiva ne apprezzò soprattutto la capacità di ordinare, chiarire e rendere comprensibili questioni complesse. Nel 426, la cosiddetta Legge delle citazioni lo incluse tra i cinque giuristi la cui autorità doveva essere presa in considerazione nella decisione delle controversie.
Ulpiano nel Digesto di Giustiniano
Secoli dopo la sua morte, l'opera di Ulpiano divenne una delle fonti fondamentali della grande compilazione giustinianea. Il Digesto, promulgato nel 533 d.C., raccolse e organizzò frammenti tratti dagli scritti dei maggiori giuristi romani. Una parte straordinariamente rilevante di quella raccolta proviene proprio dalle opere di Ulpiano.
È attraverso il Digesto che molte sue formulazioni hanno attraversato i secoli e sono entrate stabilmente nella storia della cultura giuridica europea.
Giustizia, diritto, responsabilità
Nel primo libro del Digesto è conservata una delle definizioni più note attribuite a Ulpiano:
Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi. La giustizia è la costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno ciò che gli spetta.
Nello stesso passo sono ricordati tre precetti del diritto:
Honeste vivere, alterum non laedere, suum cuique tribuere. Vivere onestamente, non ledere altri, attribuire a ciascuno ciò che gli è dovuto.
Non si tratta di formule sufficienti, da sole, a descrivere la complessità dell'esperienza giuridica romana. Restano però una testimonianza essenziale dell'idea del diritto come disciplina che richiede distinzione, misura, responsabilità e capacità di ricondurre il caso concreto entro un ordine giuridico.
Perché il nome ULPIANUS
Il portale assume il nome di Ulpiano come richiamo alla tradizione giuridica, allo studio delle fonti e alla necessità di distinguere con precisione qualifiche, materie e problemi concreti.
Il riferimento non vuole trasformare una figura dell'antichità in un simbolo ornamentale. Richiama, più semplicemente, un modo di guardare al diritto: ordinare le questioni, comprenderne la natura e renderle intelligibili senza confondere categorie diverse.
È in questo significato che il nome ULPIANUS accompagna l'Osservatorio Forense.